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mercoledì 16 febbraio 2011

Piccole spine di una rosa appassita



















Piccole spine di una rosa appassita


Le feste del cuore non sono note sul calendario.

Non puoi entrare nello spazio personale di nessuno tramite effrazione, deve essere lui che ti lascia entrare.

A volte amiamo l’altro più di quanto questi possa sopportare.

Perdere un amore è peggio persino della morte, perché la morte interrompe tutto, ma l’amor perduto  causa una sofferenza dalla quale non puoi salvarti.

La saggezza non sempre arriva con l’età, a volte i bambini sono più saggi degli adulti.
 
Per uscire dal circolo stregato devi fare solo un passo – di lato.

La conversazione cordiale non abbisogna di comunicazioni moderne.

L’amico deve essere “a una mano di distanza” ma senza “starti alle spalle”.

Possa un istante durare in eterno, solo nel cuore.

Amore e vino quanto più stagionano più diventano pregiati.

È difficile perdonare, ma è ancor più difficile dimenticare.

Il cuore dell’innamorato a volte abbisogna di un trapianto urgente.

Basta un istante per sprofondare nell’abisso, ma tutta una vita può non essere sufficiente per uscire da esso.

Colui che vola non può essere portato sulle spalle.

Non esiste un ex amore, l’amore prosegue da qui all’eternità.

Se tu sei una spina nel cuore di qualcuno, almeno sii spina di rosa.

Andare avanti non è sempre è la direzione giusta.

Non serve solo aver ali. Quelle le hanno anche l’oca.

Anche l’amore può essere un’occupazione solitaria.

Non è pericoloso essere ubriachi d’amore, è pericoloso quando si torna sobri.

A volte uno sguardo livoroso può essere micidiale più di una serpe  velenosa.

Puoi camminare assieme a qualcuno tutta la vita nonostante le strade non s’incrocino mai.

Piccole spine di una rosa appassita


La fedeltà della donna si misura con la lunghezza delle corna dell’uomo.

Se ami qualcuno c’è posto per lui nel tuo cuore, se non lo ami – c’è solo nella tua esistenza.

È inutile sperare che le virtù siano apprezzate da qualcuno che ne è privo.

Se non puoi respingere alcune cose della vita, loro ti respingeranno da essa.

Il terreno più sterile è quello dei nervi.

Nella maggior parte dei casi l’uomo crea dal dolore, di rado dalla felicità.

Alcune coppie vivono insieme solo in senso geografico della parola, condividendo gli stessi spazi.

Una mano tesa non sempre chiede carità a, potrebbe anche voler salvarti.


© Traduzione di Vessela Lulova Tzalova e Marco Bazzato

Tania Popova, Biografia

Tania Popova è nata il 22-07-1966 a Kostenetz, Regione di Sofia, Bulgaria.
  Nel 1989 si laurea in ingegneria presso l’Università Tecnica di Sofia. Master in microelettronica. Specializzazione in giornalismo ingegneristico. Ha collaborato in vari giornali regionali.
  Lingue straniere conosciute: macedone, russo e inglese. Vive e lavora a Sofia.
  Scrive aforismi, poesie e racconti. È autrice della raccolta di poesie “Cosa faccio con te” Edizione Multiprint, Sofia 2010.
   È traduttrice dal macedone. I libri da lei tradotti “Coloro che la pensano diversamente”, poesie di Traice Katzarov, Edizione Multiprint, Sofia 2009;
   “Papà e padre” Romanzo in racconti, di Traice Katzarov, Casa Editrice Macavej, Skopie (Macedonia) 2010.
  Opinionista letteraria presso la Radio Nazionale, programma di Musica e Letteratura e cultura Hristo Botev.

martedì 15 febbraio 2011

Tania Popova: Poesie


















Penelope



 Togliti il cappello, cappotto e scarpe.
Togliti anche l’anello, occhiali e orologio.
Lascia fuori l’offesa e i pregiudizi,
i tormenti oscuri, e le paure.
Spogliati anche della camicia che tempo fa cucii per te.
Togliti la maschera e la castità…e vieni.
Ora sei lo stesso, ti ho riconosciuto. Resta.
Già ho tessuto il lenzuolo funebre.
Ti ho atteso fino all’ultimo. In quest’istante non ha senso dove sei stato.
Vieni, saremo insieme sino al consumarsi della candela.




Focolare

Ciao, amore,
da quando non si siamo incontrati?
Da alcune vite, da anni…comunque sia.
E tra di noi è rimasto sempre così bruciando senza fiamma
il focolare di una tristezza, nel quale
ancora troveremo qualche carbone ardente.
Porterò le cicatrici sulle dita
perché frugo tenacemente tra le ceneri
perché ho un sapore rancido sulle labbra
dai baci  incenerenti.

Ciao, amore,
verso dove viaggi?
Stai tornando o stai partendo?...Comunque sia.
Da quanto non ti sei innamorato?
Soltanto hai vissuto, hai vagheggiato, hai sognato nell’apparenza.
Sono sicura che ci incontreremo ancora.
Ma resteresti con me almeno per poco
per incendiare nuovamente il focolare con amore?



Ora esatta

Ho guardato l’orologio sulla tua mano.
Aveva un quadrante blu scuro.
Sono blu scuri anche i miei occhi,
che mai più
 ti guaderanno con amore.
Sul quadrante è disegnato il tempo.
Il nostro tempo che già è scaduto.
Da soli abbiamo messo le lancette su di esso.
Da soli abbiamo definito le distanze tra di esse.
Chissà se mai si raggiungeranno.
Chissà se arriverà l’ora esatta,
l’ora esatta per l’amore.
Il tempo si è fermato.
E a cosa ti serve questo orologio?


© Traduzione di Vessela Lulova Tzalova e Marco Bazzato